Congresso 2010 “Educazione e Sport, il caso del judo”

L’A.I.S.E. (Ass. It. Sport-Educazione) e l’Università del Piemonte Orientale hanno organizzato in Ottobre 2010 a Vercelli il Congresso “Educazione e Sport, il caso del judo” per celebrare il 150° anniversario della nascita del Fondatore del judo

Erano presenti 180 judoisti di tre continenti, giunti da Giappone, U.S.A., Spagna, Francia, Belgio, Germania. In particolare c’era Ayumi Tanimoto, vincitrice dell’oro ad Atene e a Beijing, che ha fatto lezione di randori.
La signora Tanimoto, che ha iniziato il judo in una scuola tradizionale, ha spiegato il punto di vista di molte Associazioni nipponiche: che se si manda il ragazzo in gara per vincere a tutti i costi questo ragazzo ha perso per sempre i benefici del judo. In gara si va, dopo aver imparato la tecnica, a cercare la bellezza del gesto che si riflette nell’ippon ‘magistrale’. In Giappone l’uomo della strada è ancora interessato alla medaglia, ma nell’ambiente del judo si mira a una qualifica più nobile, quella di disciplina educativa.

Questo avvenimento ci ha permesso di stringere rapporti con professori stranieri e con l’Università di Tsukuba e quindi di proporre tre giorni di discussione e di amicizia sul judo-educazione nella festività di Pasqua, a Villa Salta di Predappio Alta.

Il testo da cui partiamo a discutere con insegnanti e giornalisti stranieri la questione del judo-educazione, proposto dal sottoscritto, è scaricabile qui, cliccando col tasto destro del mouse e selezionando “salva link con nome”

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